Guida al baffo

Se la barba è cresciuta, il merito è tutto del baffo. È lui il vero protagonista, l’elemento che attira gli sguardi e che, nel bene o nel male, fa la differenza. Ogni stile ha i suoi pro e contro, ma due sono le domande che tormentano chiunque decida di lasciarlo crescere: come ottenere un bel baffo manubrio e come evitare di mangiarlo a ogni pasto.
Per la prima questione, la risposta è una sola: pazienza. Senza la lunghezza adeguata, nessuna tecnica funzionerà. Per la seconda, le soluzioni sono due: tagliare i baffi a filo labbro o domarli con cera e phon.
Il segreto della cera: usarne poca e scaldarla bene
I baffi seguono le stesse regole dei capelli: per modellare servono calore e prodotto. La cera per baffi, generalmente a base di cera d’api e oli, deve essere morbida al punto giusto per poter essere applicata con facilità. Se troppo dura, appoggiarla su un termosifone o immergere la scatola in acqua calda (mai bollente). In alternativa, basterà scaldarla con il phon prima dell’uso.
Una volta pronta, prelevare una piccola quantità raschiandola con l’unghia del pollice, dividerla in due e lavorarla tra pollice e indice fino a renderla malleabile. Applicarla sulle estremità del baffo, senza esagerare: troppa cera appesantisce e rischia di farlo crollare.
Se il pelo è morbido, basterà una cera leggera. Se è rigido, nessuna cera riuscirà a piegarlo senza un adeguato lavoro di phon e modellatura.
Come modellare il baffo manubrio
La lunghezza è fondamentale. Fino a 1 cm, la cera è inutile. Dai 2 ai 3 cm, invece, si può iniziare a incurvare le estremità. Lavorare il baffo con le dita, utilizzando il pollice come punto di appoggio per arrotolare le punte.
Se il pelo oppone resistenza, scaldarlo leggermente con il phon per ammorbidirlo e fissarlo nella posizione desiderata.
Se i baffi finiscono in bocca, spostarli lateralmente con costanza o accorciarli leggermente. In alternativa, insistere con la crescita centrale e deviare i peli con pollice e indice verso l’esterno fino a far loro prendere una direzione naturale.
Una volta acquisita la giusta dimestichezza, usare il phon per accentuare la curva del baffo: il calore aiuterà a fissarne la forma prima di applicare la cera finale.
Ricordare sempre che il baffo tenderà ad aprirsi durante la giornata, quindi scegliere una cera con la tenuta adeguata in base alle condizioni climatiche.
L’umidità è nemica del manubrio, e nei giorni più piovosi potrebbe essere necessario ricorrere a prodotti più resistenti, anche se meno naturali.
Piccoli trucchi per un baffo perfetto
Per valorizzare il baffo e renderlo più definito, accorciare leggermente i peli della barba nella zona sottostante. Questo piccolo accorgimento aiuta a separare le due parti e facilita la modellatura quotidiana.
Usare un pettine per baffi per distribuire meglio la cera, tirando i peli verso l’esterno per ottenere un effetto più ordinato. Alcuni suggeriscono di applicare una grande quantità di prodotto e distribuirlo con un pettine, ma questa tecnica funziona solo con peli sottili.
Se il baffo è rigido, si rischia di ottenere un ammasso di cera poco estetico.
Meglio evitare anche un eccessivo utilizzo di calore o piastre: nelle competizioni si vedono veri e propri baffi-scultura, modellati con lacca e strumenti professionali, ma per la vita di tutti i giorni è consigliabile uno stile più naturale.
Baffi e stile di vita
Una buona alimentazione e una corretta idratazione sono fondamentali per la salute del baffo, ma qualche strappo alla regola è concesso. Se ogni tanto finisce immerso in una birra artigianale, sicuramente non si lamenterà.
Infine, per chi porta il baffo con orgoglio, novembre è il mese perfetto per farlo crescere in onore del Movember, l’iniziativa dedicata alla sensibilizzazione sulla salute maschile. Un motivo in più per prendersene cura al meglio.














